Le parole sono importanti…

Se ne discuteva l’altro giorno: le parole sono l’unico strumento dello scrittore, e devono saper raccontare, descrivere, evocare, emozionare. Far sentire la musica e il rumore, il caldo e il freddo, far vedere i colori, il buio e la luce. Penso, tra gli altri, a Biamonti e Bufalino. Ecco come Bufalino descrive un temporale appena passato.

“Il maltempo s’era sfogato. Come trinciata in mille pezzi dai fendenti d’una sciabola immensa, la cappa di nuvole nere lasciava fra un ritaglio e l’altro qui una stella lì un’altra rinascere; e un’afa cresceva, mescendosi alla succosa umidità della terra. Un ultimo tuono, ma senza veemenza, simile al ringhio di un molosso sazio, s’udì perdersi al largo, dove il mare e il cielo facevano un solo antemurale di tenebra.” (Gesualdo Bufalino, “Le menzogne della notte”)

nuvole copia

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