Il rompicapo di quell’apparizione…

Subito dopo in piazza cominciò a diffondersi un’eccitazione rilassata. Esclusa dal prete la mano del demonio, esclusa dagli artificieri quella dei terroristi, la bianca statua che osservava dall’alto i cùzzolesi, quasi sfidandoli, risultava ora perfettamente innocua, nient’altro che un semplice sberleffo artistico, misteriosamente eretto ad omaggiare la comunità o forse a glorificare uno dei suoi membri.

C’era tanto da scrollarsi di dosso, come un cane la pioggia: ugge ataviche e annate grigie, vuote e monotone, dove un pettegolezzo di corna sussurrato sembrava manna dal cielo, ed era la televisione, più che l’estate, a portare colore e svago nelle case. Finalmente, ora, da protagonisti, ci si godeva a pieno un fatto da tg e, tra colpetti di gomito, già si provava a sciogliere il rompicapo di quell’apparizione (L’ombelico di Adamo, pg. 28).

l'ombelico di adamo romanzo di stefano tofani

Statua di Cùzzole (part.)

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