Don Chisciotte…

Il resto della stanza era composto di vestiti, il vero tocco di colore. Sparsi dappertutto, appesi, ripiegati, sporchi, facevano della camera una grande tavolozza. Sembrava quasi che Viola li lasciasse in giro ad arte, come per dare un equilibrio cromatico all’insieme.

Anche i libri non avevano un posto dedicato, ma debordavano sul pavimento, sotto il letto, si confondevano con i dischi nel mobiletto dello stereo, riempivano quasi per intero il davanzale, tanto che bisognava spostarli per aprire la finestra. Tra tutti ricordo Don Chisciotte. Quando conobbi Viola, aveva appena cominciato a leggerlo, dunque entrammo nella sua vita insieme. Un giorno disse che eravamo simili, io e Don Chisciotte: la stessa folle caparbietà fatta di sogni, lo stesso cuore puro.

da L’ombelico di Adamo, pg 71

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