La sperduta donnetta…

Era un salone ghiaccio, scuro scuro, e ogni superficie era invasa da oggetti. Cornici, specchi, candelieri, soprammobili, tazze, tazzine, brocche, santi e madonne, una volpe impagliata, abat-jour, bomboniere, confetti, bottiglie, porcellane. Pareva il fondaco di un rigattiere, dove la sperduta donnetta che ora lo fissava seduta in punta di poltrona con le mani artigliate alle ginocchia sembrava una cosa tra le tante, un vecchio manichino.

L’ombelico di Adamo, pg.56

l'ombelico di adamo stefano tofani

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