Il Rossi, ovvero della precarietà…

“Avendo da timbrare il cartellino entro le otto, il Rossi si fermò a dare una rapida occhiata, aggiungendosi al già nutrito capannello solo per qualche istante: non che non fosse interessato, tutt’altro. Era la sua precarietà lavorativa a mettergli fretta, rendendolo perennemente instabile, frenetico, come se camminasse sui carboni ardenti, al lavoro e fuori, convivendo con la paura di arrivare tardi, di andarsene presto, di non sviluppare bene il progetto per il quale veniva sottopagato. Tutto questo mentre una vita ormai prossima, a tempo indeterminato, aspettava ignara nel pancione della moglie, e il mutuo per la casa era una ferma mannaia, inestinguibile”.

Da L’ombelico di Adamo, pg 18

Marco Malvaldi e Davide Guadagni presentano L'ombelico di Adamo di Stefano Tofani

Marco Malvaldi e Davide Guadagni presentano L’ombelico di Adamo di Stefano Tofani

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