Maschere che fanno ridere e pensare…

La bellissima recensione di Finzioni Magazine

“Leggendo L’ombelico di Adamo, di Stefano Tofani, sembra di ripiombare in uno dei tanti film di Totò. E la verve linguistica ne scaturisce di riflesso. C’è la location ideale: Cùzzole, un paesino “di passaggio, pigro e anonimo” come tanti altri paesini disseminati nello stivale. Ci sono i personaggi giusti: il brigadiere e l’appuntato, il sindaco mafioso e il prete mangione, il barista chiacchierone e tutta un’umanità varia, ma ben presente a chi abbia visto almeno un film di Totò e poi ancora di Monicelli, Risi o altri classici della commedia all’italiana.

E poi c’è un mistero, ma in fondo è marginale. La comparsa di una misteriosa statua mascherata e, a seguire, di un morto che sembra avere le stesse fattezze della statua in questione, per quanto elementi centrali ai fini del racconto, sono contestuali – come se fossero parte anche loro di un grande gioco linguistico che mira a mostrare e nel contempo a mascherare un pezzo di Italia. E certe maschere fanno ridere, sì, ma fanno anche pensare”.

Leggi tutta la recensione su Finzioni Magazine

toto

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