La reliquia…

Alle nove, per ristabilire la superiorità del sacro sul profano, c’era la processione. La statua del martire, in legno scuro, munita di preziosa e miracolosa reliquia (un dito medio), attraversava le strade del paese, cosparse di fiori profumati, in un brulichio di lumini rossi e d’inni sacri.

Alle undici tutto il paese, raccolto sul grande piazzale antistante la chiesa, salutava a dovere
san Macario coi fuochi d’artificio: per un anno nessuno l’avrebbe più considerato, nemmeno per una grazia minima, ma quella sera tutti gli dedicavano un pensiero, ed era bello immaginarselo fiero e gongolante in cielo, con tutta l’accolita dei santi che si complimentava e gli dava generose pacche sulle spalle.

L’ombelico di Adamo, pg 126

reliquiario san macario

Il reliquiario conservato nella chiesa di Cùzzole

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