Nulla succede per caso…

E poi no, non te la potevo mandare una mail; sapevo a malapena che ti trovavi in Islanda! Sai chi me l’ha detto? Ti ricordi Alfonso, quel tipo di Cagliari che frequentava Architettura sempre vestito in modo improponibile, tutto a fiori, e che non si separava mai dal suo pastore tedesco? L’ho incontrato a Firenze l’anno scorso, per caso (ora lui ha uno studio con suo fratello e ha sostituito il pastore tedesco con una ricercatrice spagnola, altrettanto pelosa a dir la verità), e insomma è stato lui a tirarti in ballo: aveva sentito dire da qualcuno che ti eri trasferito in Islanda.

Pensa che proprio il giorno prima avevo ritrovato una tua lettera in un vecchio libro dell’università, mentre sgomberavo la soffitta. A rileggerla mi erano venute le lacrime agli occhi e ti avevo pensato tutta la notte. Non era una coincidenza incredibile? Dopo tanti anni di silenzio due segnali importanti, così ravvicinati. Non potevo ignorarli. Oltretutto riaffioravi nella mia vita in un momento difficile, tremendo. Nulla succede per caso: le coincidenze, il caso sono il modo che ha il mondo di guidarti.

da L’ombelico di Adamo, pg 149

egon schiele

Il Rossi, ovvero della precarietà…

“Avendo da timbrare il cartellino entro le otto, il Rossi si fermò a dare una rapida occhiata, aggiungendosi al già nutrito capannello solo per qualche istante: non che non fosse interessato, tutt’altro. Era la sua precarietà lavorativa a mettergli fretta, rendendolo perennemente instabile, frenetico, come se camminasse sui carboni ardenti, al lavoro e fuori, convivendo con la paura di arrivare tardi, di andarsene presto, di non sviluppare bene il progetto per il quale veniva sottopagato. Tutto questo mentre una vita ormai prossima, a tempo indeterminato, aspettava ignara nel pancione della moglie, e il mutuo per la casa era una ferma mannaia, inestinguibile”.

Da L’ombelico di Adamo, pg 18

Marco Malvaldi e Davide Guadagni presentano L'ombelico di Adamo di Stefano Tofani

Marco Malvaldi e Davide Guadagni presentano L’ombelico di Adamo di Stefano Tofani

La sperduta donnetta…

Era un salone ghiaccio, scuro scuro, e ogni superficie era invasa da oggetti. Cornici, specchi, candelieri, soprammobili, tazze, tazzine, brocche, santi e madonne, una volpe impagliata, abat-jour, bomboniere, confetti, bottiglie, porcellane. Pareva il fondaco di un rigattiere, dove la sperduta donnetta che ora lo fissava seduta in punta di poltrona con le mani artigliate alle ginocchia sembrava una cosa tra le tante, un vecchio manichino.

L’ombelico di Adamo, pg.56

l'ombelico di adamo stefano tofani

Romanzi & racconti…

Sabato 7 dicembre alla Citè di Firenze con Michele Cecchini. Abbiamo parlato de “L’ombelico di Adamo” e di come nascono le storie. Di personaggi femminili azzeccati e della differenza che c’è tra scrivere un romanzo e scrivere un racconto. A proposito di racconti, uno mio lo trovate sull’antologia Babbo Natale è Strunz (80114 edizioni) da oggi anche in e-book…

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